Valanga
Il surplus va al debito con il tasso più alto. Costa meno in interessi.
La base è quella di un manuale. La nota in oro è il mio conto: dove c’entra lo dico, dove non c’entra anche. Non è una consulenza. I numeri storici non sono una promessa. Le aliquote sono quelle di ottobre 2026.
Il capitale è a rischio. Copiare non trasferisce i soldi a me: restano sul tuo conto. Minimo 200$.
Prima dei grafici conta il rapporto con il denaro. Nel lungo periodo pesano di più le abitudini che la trovata del mese.
Il denaro non è il traguardo. È un mezzo. Usato solo per beni che perdono valore, resta consumo. Usato per un fondo e un piano, compra tempo. Non è una frase da manifesto: è la differenza tra spendere tutto e tenere una quota.
10.000 euro fermi, inflazione media 3%. Dopo 10 anni comprano circa 7.440 euro. Dopo 20, circa 5.535. Il saldo mostra ancora 10.000.
| Anni fermi | Potere d’acquisto |
|---|---|
| Oggi | 10.000 euro |
| 10 anni al 3% | circa 7.440 euro |
| 20 anni al 3% | circa 5.535 euro |
Attivi e passivi, nell’immagine di Kiyosaki: un attivo mette denaro in tasca, un passivo lo toglie. È un’immagine, non una regola. L’auto di lavoro non è sempre un passivo.
Sul mio conto. Non tengo il fondo di emergenza in ETF. Il portafoglio è la parte che può scendere. La riserva sta altrove, svincolabile.
Patrimonio netto = attività meno debiti, in un giorno. Il flusso è entrate meno uscite, per almeno tre mesi.
| Attività | Euro | Debiti | Euro |
|---|---|---|---|
| Conto | … | Mutuo residuo | … |
| Depositi | … | Prestiti | … |
| Titoli | … | Carta | … |
| Casa, valore di mercato | … | Altri debiti | … |
| Fondo pensione | … | ||
| Totale attività | A | Totale debiti | P |
Patrimonio netto = A − P. Flusso positivo: si può accantonare. Nullo o negativo: ci si impoverisce.
50 / 30 / 20 è una ripartizione, non una legge. Se l’affitto è già metà stipendio, si adatta.
Bisogni: casa, utenze, spesa, trasporti. Desideri: ristoranti, viaggi, abbonamenti. Il 20% è risparmio, debiti cari da chiudere, piano.
Pagare prima se stessi: appena arriva lo stipendio, la quota va al piano. Si vive con il resto. Aspettare quello che avanza a fine mese, di solito, non lascia niente.
Serve per il lavoro perso, la spesa medica, il guasto che non può aspettare. Non per le vacanze e non per comprare un calo.
| Lavoro | Spese essenziali da coprire |
|---|---|
| Dipendente stabile | 3 mesi |
| Privato, o un solo reddito in famiglia | 6 mesi |
| Autonomo | da 6 a 12 mesi |
Strumenti adatti: conto deposito svincolabile, conto remunerato, monetario a breve. Non adatti: ETF azionari, singole azioni, cripto, la casa.
Prima di copiare. La copia non è il fondo di emergenza. Se ti servono quei soldi fra due mesi, non stanno nel portafoglio.
Un debito per un attivo che rende più del costo può avere un senso. Un debito per un bene che si svaluta, di solito no. Il tasso certo di un finanziamento caro batte il rendimento incerto di un mercato.
Il surplus va al debito con il tasso più alto. Costa meno in interessi.
Il surplus va al debito più piccolo. Chiude prima un creditore, ed è più facile da seguire.
Capitale finale = capitale iniziale × (1 + tasso) elevato agli anni. La frase di Einstein sull’ottava meraviglia è un aneddoto, non una fonte. La regola del 72: anni per raddoppiare, circa 72 diviso il tasso. Al 6% sono 12 anni. All’8% sono 9. Il conto lo puoi fare nella pagina del calcolatore.
Il rovescio: da 100 a 50 si è perso il 50%. Per tornare a 100 serve un +100%, non un +50%.
È il motivo per cui un −50%, come quello del 2013–14 quando ero copiatore, pesa più di tanti anni buoni. Da allora contenere il calo viene prima del picco.
| Classe | Cosa fa | Rischio | Cosa aspettarsi |
|---|---|---|---|
| Azioni | Quota di una società. | Alto | Storicamente, sui mercati sviluppati, spesso citato intorno al 7% reale. Non è un minimo. |
| Obbligazioni | Prestito a uno Stato o a un’azienda. | Contenuto o medio | Più stabile. Se i tassi salgono, i prezzi scendono. |
| Liquidità | Conto e monetario. | Basso sul nominale | Spesso sotto l’inflazione. |
| Oro | Riserva, non un reddito. | Medio o alto | Segue i prezzi, non cresce come le azioni. |
Un ETF passivo replica un indice. È un cesto: una quota, molte aziende. In accumulazione i dividendi restano dentro. In distribuzione arrivano sul conto e, in Italia, si tassano subito.
| Accumulazione | Distribuzione | |
|---|---|---|
| Dividendi | Reinvestiti nel fondo | Versati sul conto |
| Tasse in Italia | Rimandate alla vendita, sulla plusvalenza | Subito, sul provento |
| A chi serve | A chi fa crescere il capitale | A chi vuole una rendita |
Costo annuo spesso tra 0,05% e 0,25%, contro l’1% o più di molti fondi attivi. Sei criteri: patrimonio di solito sopra 100 milioni, costo sotto 0,20% se il resto è uguale, accumulazione o distribuzione secondo l’obiettivo, replica fisica preferibile allo swap, domicilio Irlanda o Lussemburgo, cambio spesso non coperto sulla quota azionaria globale.
Esempi di struttura, non ricette: un solo ETF azionario globale, oppure 80% azionario globale e 20% obbligazionario in euro.
Il mio, dal 2022, ha gli ETF come cuore, un piano di accumulo e un risk score tenuto basso, oggi 3. I numeri anno per anno sono in home. Non è il modello da copiare in autonomia: è il caso pubblico.
Diversificare non è comprare tanti nomi. È non dipendere da un solo motore. Se tutto quello che hai sale e scende insieme, hai una posizione sola, anche se è spezzata in dieci righe.
Il rischio che si riduce è quello specifico: un’azienda, un settore, un paese. Il rischio che non si toglie è quello di mercato. Nel marzo 2020, e in parte nel 2022, azioni di continenti diversi sono scese insieme. La diversificazione non ha cancellato il calo. Ha evitato che un solo nome decidesse il conto.
Si diversifica su quattro assi. Il primo è l’azienda: un ETF ne tiene centinaia, un’azione no. Il secondo è il paese: America, sviluppati, emergenti. Il terzo è il settore: tecnologia, salute, consumi, utilities non hanno lo stesso ciclo. Il quarto è la classe: azioni e titoli di Stato lunghi, più l’oro. Non sono incorrelati sempre. Lo sono abbastanza spesso da non muoversi come un blocco solo.
| Asse | Cosa riduce | Cosa non riduce |
|---|---|---|
| Tanti titoli | Il fallimento di una società | Il ribasso di tutta la borsa |
| Tanti paesi | La crisi di un’economia | Uno shock globale |
| Tanti settori | Il ciclo di un mestiere | La paura che vende tutto |
| Azioni e obbligazioni | Un tratto del calo azionario | Un anno in cui scendono insieme, come il 2022 |
C’è un limite. Venti ETF sullo stesso indice non diversificano: paghi venti volte la stessa cosa. Due azioni da 1% non cambiano un portafoglio. La leva, al contrario, concentra: TMF, che ho venduto, era lo stesso TLT moltiplicato per tre. Poco peso, tanto movimento. Non era diversificazione.
La misura pratica è semplice. Se togli un pezzo e il conto resta riconoscibile, quel pezzo non era il piano. Se togliendolo cambia natura, era una scommessa. Un portafoglio diversificato si legge in un minuto: cuore azionario mondiale, un contrappeso, settori che non sono il cuore, e briciole che si possono togliere.
Sul mio conto, al 6 ottobre 2026. VOO, QQQ, VEA e VWO sono il mondo azionario, spezzato. TLT è il contrappeso. XLU, XLV, XLP, VNQ e GLD non si muovono come il Nasdaq. IUSN.DE aggiunge le small cap che le grandi non coprono. WEL1.DE è un settore, i consumi discrezionali, al 2%. ETOR e CRNC sono due azioni: se spariscono, il metodo resta. Non è una ricetta. È il modo in cui tengo il rischio di un nome solo vicino a zero.
Le commissioni cambiano. Questa non è un listino.
| Piattaforma | Regime, in linea generale | Nota |
|---|---|---|
| eToro | Dichiarativo | Piattaforma del mio conto. ETF reale a leva 1. La copia parte dal profilo. |
| Fineco, Directa | Amministrato | Sostituto d’imposta. Costi da rileggere sul loro sito. |
| Trade Republic, DEGIRO | Dichiarativo | Dichiarazione a carico tuo. |
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Fissa il massimo che paghi. Può non eseguirsi.
Su eToro, leva 1 è l’asset reale. Le leve superiori sono derivati. Per copiare me non compri gli ETF a mano: clicchi Copia, minimo 200$.
Su una somma già disponibile, investire subito ha battuto il piano dilazionato circa due volte su tre, negli studi sui mercati lunghi. Il piano resta lo strumento di chi versa lo stipendio.
| Mese | Prezzo | Versati | Quote |
|---|---|---|---|
| 1 | 100 | 200 | 2 |
| 2 | 50 | 200 | 4 |
| 3 | 80 | 200 | 2,5 |
| 4 | 100 | 200 | 2 |
| Totale | prezzo medio 76,2 | 800 | 10,5 |
A 100 euro, 10,5 quote valgono 1.050: +250 euro, +31,25%, anche se il prezzo è tornato all’inizio. Esempio aritmetico, non un anno tipico.
Sono due modi di entrare, non due portafogli. Il PIC è il piano di investimento di capitale: una somma già disponibile, investita in una volta. Il PAC è il piano di accumulo: una cifra fissa, a date fisse, per mesi o anni. Si possono usare insieme. Non sono in concorrenza morale.
Hai 10.000 euro che non ti servono per il fondo di emergenza. Il PIC li mette al lavoro il primo giorno. Negli studi sui mercati lunghi, investire subito ha battuto l’ingresso dilazionato circa due volte su tre, perché le borse sono salite più spesso di quanto siano scese. Il terzo dei casi è quello che fa paura: entri, e il mese dopo il mercato fa −20%. Il PIC non è sbagliato. È intero. Il calo, se arriva, è sul cento per cento del capitale.
Il PAC versa la stessa cifra anche quando il prezzo è alto e anche quando è basso. Non indovina il minimo. Compra più quote nel ribasso e meno nel rialzo. È lo strumento di chi investe lo stipendio, non una somma già ferma. Psicologicamente è più sopportabile: non c’è un giorno solo in cui «hai messo tutto».
Esempio, 200 euro al mese per quattro mesi. Quota a 100, poi 50, poi 80, poi di nuovo 100. Quote comprate: 2, 4, 2,5 e 2. Totale 10,5 quote, 800 euro, prezzo medio 76,2 euro. Se la quota torna a 100, il valore è 1.050: +31,25%, anche se il prezzo di listino è quello di partenza. È aritmetica, non un anno tipico.
| PIC | PAC | |
|---|---|---|
| Quando | Una somma già pronta | Un flusso, lo stipendio |
| Il capitale lavora | Dal primo giorno, tutto | A rate, il resto sta fermo |
| Se il mercato scende subito | Il calo è sull’intera somma | Le rate successive comprano più quote |
| Studi lunghi | Ha vinto circa due volte su tre | Ha perso spesso, ed è più facile da tenere |
| Errore tipico | Aspettare il −10% che non arriva | Fermarlo al primo anno negativo |
Una somma già pronta può entrare tutta, o a tre rate se il calo del primo mese non lo sopporti. Lo stipendio, da quel momento, va in PAC. Aspettare «il momento giusto» per anni è un terzo metodo, e di solito è il peggiore: l’inflazione lavora, il mercato no. Il fondo di emergenza non entra né nel PIC né nel PAC.
Il ribilanciamento non è un PAC. È rimettere i pesi a posto una volta l’anno, vendendo un po’ di ciò che è salito troppo e riportando il conto alla forma decisa. Non insegue il titolo del mese.
Sul mio conto il metodo è un piano di accumulo, non un ingresso unico. Le posizioni si aprono nel tempo, in proporzione. Chi copia non fa un PIC sui singoli ETF: replica il conto, con un minimo di 200$. Con più capitale si seguono meglio tutte le operazioni. Fermare il piano durante un calo è la stessa trappola del PAC interrotto: si cristallizza il prezzo basso e si esce dal percorso.
Il drawdown è la perdita dal picco al minimo, prima del recupero. Non è il rendimento dell’anno.
La barra rossa è il calo. Il recupero non è simmetrico.
| Misura 2026, conto Nando1979 | Valore |
|---|---|
| Risk score | 3 su 10 |
| Peggior giorno | −2,3% |
| Peggior settimana | −4,0% |
| Peak-to-valley ufficiale | −8,0% |
Tre trappole: la perdita pesa circa il doppio di un guadagno uguale, il gregge compra sui massimi, l’anno recente sembra eterno.
Prima di copiare. Fermare la copia durante un calo cristallizza quella perdita. Non è un pulsante neutro. Il 2013–14, da copiatore, è il motivo per cui lo dico.
Una regola da libro: quota azionaria circa 110 meno l’età. Punto di partenza, non prescrizione.
Blu, azionario. Oro, obbligazionario. A 25 la regola indicherebbe circa 85% azionario, a 45 circa 65%, a 65 circa 45%.
La regola del 4% viene da uno studio americano: prelevare il 4% il primo anno di pensione, poi adeguare all’inflazione, ha retto in molti scenari per 30 anni. Non è calibrata sul fisco italiano.
Fondo pensione: tetto storico 5.164,57 euro. Per l’anno d’imposta 2026, 5.300 euro, usato dalla dichiarazione 2027. Rendimenti tassati al 20%, o al 12,5% sulla quota di titoli di Stato. Aliquota sulla prestazione fino al 9%, secondo gli anni.
| Voce, ottobre 2026 | Aliquota |
|---|---|
| Azioni, ETF, obbligazioni societarie, cripto | 26% |
| Titoli di Stato e white list | 12,5% |
| Bollo sul dossier | 0,20% l’anno |
Plusvalenza ETF: reddito di capitale. Minusvalenza ETF: reddito diverso. Non si compensano tra loro.
| Erede | Franchigia | Oltre |
|---|---|---|
| Coniuge e figli | 1.000.000 | 4% |
| Fratelli | 100.000 | 6% |
| Altri parenti fino al 4° | nessuna | 6% |
| Estranei | nessuna | 8% |
| Disabilità grave, legge 104 | 1.500.000 | l’aliquota del grado |
I titoli di Stato sono esclusi. Le polizze ramo I spesso restano fuori dall’asse: va verificato. Non è un parere fiscale.
I clic per copiare sono nella guida.
All’8%.
L’accumulazione reinveste. La distribuzione versa sul conto e si tassa subito.
12,5% a ottobre 2026.
Plusvalenza: reddito di capitale. Minusvalenza: reddito diverso.
La perdita dal picco al minimo, prima del recupero.
I titoli di Stato. Le polizze ramo I spesso, da verificare.
Investire subito, circa due volte su tre. Non è il prossimo anno.
1. Oltre, è un derivato.
5.300 euro per l’anno d’imposta 2026. Prima era 5.164,57.
Più quote quando scende, meno quando sale.
Cristallizza la perdita di quel momento. I soldi restano tuoi, il percorso no.